Post N° 1
Non si guarisce mai da ciò' che ci manca, ci si adatta, un’assenza non la dimentichi, soprattutto se prima era una presenza. Ad un’assenza non puoi fare altro che abituarti, di prendere atto e andare avanti. Da un’assenza non ne esci perché' non dimentichi, però' poi ti abitui e ti ci adegui, come ti abitui al fresco dell’autunno dopo il caldo dell’estate e per adeguarti al cambiamento del tempo ti copri di più. Con le assenze è' lo stesso. Ti abitui al cambiamento e per non esserne sopraffatta ti ci adegui anche per sopravvivere. Di tutti i ricordi, quelli che ti uccidono sono quelli futuri. Quelli che avevi progettato, pensato, quelli che avevi immaginato di costruire e che sono stati distrutti prima ancora di cominciare. I ricordi del passato sono sempre lì. Ogni tanto li tiri fuori, li rispolveri e sai che con il tempo ogni giorno faranno meno male e che prima o poi li guarderai solo con un sorriso. Ma i ricordi futuri avranno sempre una punta di nostalgia. Che poi è' strano, perché la nostalgia è' un dolore per qualcosa di finito, di passato, che vorresti ma che non c'è più, mentre la nostalgia del futuro è' diversa, è' rimpianto è delusione. Ma non sono i ricordi del passato a tormentarmi, quelli sono esistiti e mi hanno resa felice. Sono le cose che avrei voluto che fossero e che non saranno mai, quello che avrei voluto avere e che si è' ridotto in polvere, le promesse fatte e che non sono riuscite a essere mantenute. Quello che potevamo essere, ma invece no. Invece niente. I ricordi che mi uccidono sono i rimpianti che nemmeno immagini.