Foto_grammi
Vi faccio spiare dalla finestra della mia vita…
Mettete una sera di metà ottobre, di quelle in cui il giorno si ritira piano, lasciando al cielo il compito di accendere le prime ombre. L’aria sa di legna, di terra umida e di foglie che hanno deciso di diventare tappeti, prima di dissolversi nel silenzio.
Mettete una luce calda, una coperta morbida e una tazza fumante tra le mani. Fuori, gli alberi si spogliano senza fare rumore, come se avessero finalmente capito che non tutto ciò che si lascia andare è una perdita. A volte è soltanto un modo per fare spazio a ciò che verrà.
Mettete un libro… E perché no, anche uno del mio amato King. Perché ci sono sere in cui ho voglia di perdermi tra le pieghe della realtà, e altre in cui preferisco smarrirmi in quelle della fantasia, dove l’inquietudine sa farsi compagnia e le parole riescono a tenere lontano il mondo, almeno per qualche ora.
Poi mettete me.
Io, che in autunno ritrovo una bellezza che le altre stagioni sembrano quasi dimenticare. Quella delle cose imperfette, dei colori che si fanno più intensi proprio mentre svaniscono, dei rami nudi che non si vergognano di mostrarsi per ciò che sono.
Io, che amo la lettura perché un libro non ti chiede di essere altrove, ma ti concede il privilegio di esserlo. Ti apre porte, ti regala vite, ti fa attraversare oceani restando seduta sul divano. E qualche volta, tra una pagina e l’altra, ti restituisce persino a te stessa.
Forse è questo il segreto dell’autunno: insegnarci che anche la malinconia può essere bella, che il silenzio non è vuoto e che certe sere non hanno bisogno di programmi, di rumore, né di grandi cose per essere perfette.
Basta una finestra sul mondo, il profumo delle pagine, la pioggia che accarezza i vetri e il tempo che, per una volta, smette di correre.
E mentre la natura lascia andare il superfluo, io mi tengo strette le cose che contano: una storia da leggere, un pensiero da seguire, la pace di una sera tutta mia.
Perché ci sono stagioni che si attraversano. E poi ci sono stagioni in cui, finalmente, ci si ritrova.
Benvenuti nel mio ottobre. Dove le foglie cadono, le pagine si sfogliano e l’anima, piano piano, torna a casa.
E sì, ragazzi. Mi sono addormentata leggendo.