Vai al contenuto
Kundera, il mio amato Kundera...

Kundera, il mio amato Kundera...

Pubblicato 10 giorni fa

L'insostenibile leggerezza dell'essere - M. Kundera


Sabina era rimasta sola. Ritornò davanti allo specchio. Era sempre in mutandine e reggiseno. Si mise di nuovo la bombetta e rimase a lungo a osservarsi. Si meravigliava lei stessa di inseguire da così tanti anni un istante perduto. Una volta, molti anni prima, Tomáš era andato da lei ed era stato attratto dalla bombetta. Se l’era messa ed era stato a guardarsi nel grande specchio che anche allora, come qui, era appoggiato al muro dello studio praghese. Voleva sapere come gli stava l’aria da sindaco del secolo scorso. Quando poi Sabina aveva cominciato lentamente a spogliarsi, lui le aveva messo la bombetta in testa. Erano rimasti davanti allo specchio (ci stavano sempre davanti quando lei si spogliava) e vi si erano guardati. Lei aveva indosso soltanto la biancheria intima e la bombetta in testa. Poi, all’improvviso, lei aveva capito che quella vistali eccitava entrambi. Com’era possibile? Ancora un istante prima la bombetta che aveva in testa le era parsa un semplice scherzo. C’è forse soltanto un passo tra ciò che è comico e ciò che è eccitante? Sì. Quando quella volta si era guardata nello specchio, nei primi istanti non vi aveva visto altro che una situazione buffa. Ma immediatamente il comico era stato sommerso dall’eccitazione: la bombetta non era più uno scherzo, significava una violenza; una violenza fatta a Sabina, alla sua dignità di donna. Si vedeva con le gambe nude, con le mutandine sottili attraverso le quali si intravedeva il triangolo del pube. La biancheria intima sottolineava la grazia della sua femminilità e il cappello duro da uomo quella femminilità la negava, la violentava, la metteva in ridicolo. Tomáš le stava accanto, completamente vestito,sicché ne risultava che l’essenza di ciò che entrambi vedevano non era affatto uno scherzo(anche lui avrebbe dovuto essere in biancheria intima e con una bombetta in testa), bensì l’umiliazione. Invece di rifiutare quell’umiliazione, lei la sfoggiava orgogliosamente e con provocazione, come sottomettendosi volontariamente e pubblicamente a uno stupro, e all’improvviso, incapace di resistere oltre, aveva rovesciato Tomáš a terra. La bombetta era rotolata sotto il tavolo mentre loro si dimenavano sul tappeto davanti allo specchio. Torniamo ancora alla bombetta. Per prima cosa era un ricordo molto vago di un nonno dimenticato, sindaco di unacittadina ceca del secolo scorso. In secondo luogo era un ricordo del padre. Dopo il funerale, suo fratello si era appropriato di tutti i beni dei genitori e lei, per un ostinato orgoglio, si era rifiutata di battersi per i nostri diritti. Aveva dichiarato sarcasticamente che come unica eredità del padre avrebbe preso la bombetta. In terzo luogo era l’accessorio dei giochi amorosi con Tomáš. In quarto luogo era un segno della sua originalità, che lei coltivava deliberatamente. Quando era emigrata, non aveva potuto portare con sé molte cose e prendere quell’oggetto voluminoso e per nulla pratico aveva voluto dire rinunciare ad altri più pratici. In quinto luogo all’estero la bombetta era diventata un oggetto sentimentale. Quando era andata da Tomáš a Zurigo, aveva preso con sé la bombetta, e l’aveva in testa quando gli aveva aperto la porta della camera d’albergo. Quella volta era accaduto qualcosa che lei non si aspettava: la bombetta non era più né buffa né eccitante, era diventata un ricordo del tempo passato. Erano entrambi commossi. Avevano fatto l’amore come mai prima: non c’era posto per i giochi osceni,perché il loro incontro non era la continuazione dei loro incontri erotici, quando inventavano ogni volta qualche nuovo piccolo vizio, bensì una ricapitolazione del tempo, un canto al loro passato comune, la somma sentimentale di una storia non sentimentale che si perdeva in lontananza. La bombetta era diventata il tema della musicale che costituiva la vita di Sabina. Quel tema ritornava in continuazione, e ogni volta con un significato diverso; tutti quei significati scorrevano attraverso la bombetta come l’acqua nel letto di un fiume. Potrei chiamarlo il letto del fiume di Eraclito: “Non si può entrare due volte nello stesso fiume!”. La bombetta era il letto nel quale Sabina vedeva scorrere ogni volta un altro fiume, un altro fiume semantico: lo stesso oggetto risvegliava ogni volta un nuovo significato, ma insieme a quel significato risuonavano (come un’eco, come un corteo di echi) tutti i significati trascorsi.Ogni nuova esperienza risuonava di un’armonia sempre più ricca. Tomáš e Sabina in quell’albergo di Zurigo si erano commossi alla vista della bombetta e avevano fatto l’amore quasi piangendo, perché quella cosa nera non era soltanto un ricordo dei loro giochi d’amore ma anche un ricordo del padre di Sabina e del nonno vissuto in un secolo senza automobili e senza aerei. Ora, forse, possiamo capire meglio l’abisso che separava Sabina e Franz: lui ascoltava con avidità la storia della sua vita e lei, con la stessa avidità, lo ascoltava. Capivano perfettamente il significato logico delle parole che si dicevano, ma non sentivano il mormorio del fiume semantico che scorreva in quelle parole. Per questo, quando lei si era messa la bombetta davanti a Franz, lui si era sentito a disagio, come se qualcuno gli avesse parlato in una lingua sconosciuta. Quel gesto non gli era parso né osceno né sentimentale, era soltanto un gesto incomprensibile che lo sconcertava per la sua assenza di significato. Fintanto che le persone sono giovani e la composizione musicale della loro vita è ancora alle prime battute, essi possono scriverla in comune e scambiarsi i temi (così come Tomáš e Sabina si sono scambiati il tema della bombetta), ma quando si incontrano in età più matura, la loro composizione musicale è più o meno completa, e ogni parola, ogni oggetto, significano qualcosa di diverso nella composizione di ciascuno. Se seguissi tutte le conversazioni tra Sabina e Franz, con i loro fraintendimenti potrei mettere insieme un grosso dizionario. Accontentiamoci di uno piccolo.


L'insostenibile leggerezza dell'essere.

4 visite

Commenti

0
Accedi per commentare
Nessun commento. Sii il primo!