V...
Chi è V.? V. è una donna: Vittoria, Veronica, Violet; eppure è, al contempo, tutte le donne.
È una città, un regno immaginario, persino un topo convertito da un sacerdote nelle viscere fognarie di New York.
V. è l’ossessione atavica che attraversa le epoche e soggioga l’animo umano, il miraggio di una rivelazione, un tenue spiraglio di luce verso cui protendersi quando ogni via sembra irrimediabilmente preclusa.
È la ricerca, tormentata e inesausta, della propria identità in un mondo che sembra votato alla progressiva erosione dell’umano. È un labirinto di storie, divagazioni e frammenti nel quale smarrirsi diventa un’esperienza prodigiosa, perché a ogni svolta, nel cuore stesso del disorientamento, si dischiude una nuova possibilità di ritrovarsi.
Un romanzo vorticoso e perturbante, crudele e insieme compassionevole, spietato e irresistibilmente esilarante. Un mosaico di schegge narrative apparentemente inconciliabili, frammenti impazziti che, per un’alchimia tutta pynchoniana, si ricompongono in un flusso narrativo ipnotico e travolgente, una corrente dalla quale, una volta sommersi, è impossibile — e forse indesiderabile — riemergere.
Mio. Lo sento tanto mio.