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Telefonarti

Pubblicato circa 2 ore fa

Telefonarti solo per chiederti se ricordi qual è il libro che mi fa sorridere sempre, quello che hai pescato in libreria quando siamo rimasti intrappolati dentro una pioggia senza fine. Quello che ti aveva fatto scoppiare a ridere, mi hai chiesto. Sì, esatto, solo che il titolo non ti viene, sta tutto arrotolato sulla punta della lingua che conosco a memoria come una preghiera, con la stanchezza che ti viene a ricordare troppo. Se apri la bocca lo leggo, se apri gli occhi ti vedo, se apri la mano ti svelo un segreto.

Se apri la finestra senti il mare. Anche se non c’è si percepisce lo stesso tutta la forza del rumore dell’acqua che si riversa sui tuoi occhi e poi un carpiato al cuore, un ricordo salato che torna a galla e si infrange nella testa: di quella sera non potrò mai dimenticare la voglia irragionevole di liberare i bottoni dalle asole sottili della tua camicia bianca, uno dopo l'altro, come se stessi sciogliendo il nodo di una costellazione, mentre tu fissi il menù e io ti metto fretta solo per sentire quel particolare tono che la tua voce ha quando stai per ridere e rimproverarmi insieme.

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