Un pezzetto di vetro blu
C’era una volta un pezzetto di vetro blu. Dicevano che non si era mai vista un’estate così calda, le serate afose si susseguivano e non bastava la brezza marina a rinfrescare i bagnanti che passeggiavano un po’ annoiati in riva al mare. Forse era per il caldo che in quella casa erano così nervosi. Dal primo piano provenivano parole urlate e rumori di guerra e solo quando la vicina del pianterreno decise di brandire la scopa per dare il segnale di fine battaglia, sfiorando con poca delicatezza il soffitto, si udì l’ultimo schianto. Sembrava un vetro rotto, forse un vaso o un bicchiere…di piatti e di bicchieri in frantumi i vicini ne avevano già visti tanti al mattino nella spazzatura. Di che cosa faceva parte quel piccolo pezzettino di vetro blu non aveva una grande importanza, intanto sarebbe finito insieme a tutti gli altri cocci nel sacchetto e poi in un bidone. Quei contenitori messi proprio lì sulla spiaggia avevano creato tante discussioni e polemiche: ”Com’è possibile che in un paese turistico certe brutture siano così esibite?!” Questa e tante altre erano le voci ed in effetti l’effetto visivo di quel tratto di costa non era dei migliori, senza contare le volte in cui i bidoni venivano per gioco rovesciati sulla spiaggia dagli imbecilli di turno. Come capitò quella sera: una risata, qualche bottiglia di birra, un colpo, altre risate e il gioco era riuscito…sacchetti semiaperti sparsi ovunque sulla sabbia. Qualche nuvola in cielo preannunciava un’interruzione dell’afosa serata d’agosto ed infatti all’improvviso arrivò un temporale. Il vento forte increspava le onde e ben presto fu mareggiata. Tra le sue prede quella sera c’era una manciata di cocci di vetro blu. Esperienza nuova per il piccolo pezzetto di vetro l’essere manipolato dall’acqua del mare, che a lungo lo tenne con sé, levigandolo e smussando le sue parti pungenti. Era diventato più opaco certo, il salino col tempo ne aveva oscurato la trasparenza che però si continuava a intravvedere quando il sole si rifletteva su alcune sue sfaccettature. Le onde lo avevano lasciato sulla battigia, in mezzo a tanti altri sassi, di tutte le forme e misure, ed a qualche altro pezzetto di vetro.
Le prime ore del mattino erano le migliori per passeggiare sulla spiaggia; le piaceva camminare nell’acqua, che ad ogni suo passo cancellava le sue orme, si sentiva libera e questo la faceva sorridere. Era una bambina curiosa, alla scoperta del mondo che sembrava offrirle sempre una qualche nuova cosa da imparare; dolce e scontrosa, allegra e malinconica, amava giocare ridendo delle proprie paure. Qualcosa la rendeva insolita e speciale…un dono. Gli occhi guardavano in basso, forse tra i sassi del mare avrebbe trovato un tesoro…Allungò la mano ad afferrare il pezzetto di vetro blu: che fortuna, il blu è così raro! Di gialli e di verdi se ne trovano tanti…ma blu no, sono pochissimi.
Quella scatola di latta, che forse un tempo conteneva caramelle, era un po’ammaccata ai bordi ma a lei piaceva ugualmente. C’era un po’ di tutto lì dentro: dai bottoni alle conchiglie, dai fiori secchi ai vetrini di mare. Sembravano tutte cose senza valore, che erano state abbandonate senza troppi problemi. Ma lei le aveva raccolte lo stesso perché le sapeva far diventare cose bellissime. Ecco una conchiglia; appena uscita dal mare, la bambina la pulisce con pazienza, aiutandola a ritrovare la sua luce. La prende e la incolla insieme ad altre conchiglie… decorano un portafotografie e sono bellissime. Cerca ora nella scatola e prende il vetrino blu…
La copertina rigida di cartone era stata tagliata con precisione, all’interno il diario aveva molte pagine già scritte ma tante altre erano ancora bianche. I vetrini di mare incollati sul cartoncino sembravano tessere di un colorato mosaico, vicini uno all’altro formavano un disegno strano, fantasioso e bellissimo. In un angolo sulla destra la bambina pose il vetrino blu, sorridendo come a dire “Mi mancavi” ed il piccolo pezzo di vetro fu felice. Il suo colore brillava fra gli altri e si rifletteva negli occhi azzurri della bambina.