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“Epitaffio per un cane” di Lord Byron

Pubblicato circa 3 ore fa

In questo luogo giacciono i resti di una creatura che possedette la bellezza ma non la vanità la forza ma non l’arroganza il coraggio ma non la ferocia E tutte le virtù dell’uomo senza i suoi vizi.

Quest’elogio, che non sarebbe che vuota lusinga sulle ceneri di un uomo, è un omaggio affatto doveroso alla Memoria di “Boatswain”, un cane che nacque in Terranova nel maggio del 1803 e morì a Newstead Abbey il 18 novembre 1808.

Quando un fiero figlio dell’uomo al seno della terra fa ritorno, sconosciuto alla gloria, ma sorretto da nobili natali, lo scultore si prodiga a mostrare il simulacro vuoto del dolore, e urne istoriate ci rammentano l’uomo che giace lì sepolto; e quando ogni cosa si è compiuta sul sepolcro noi potremo leggere non chi fu quell’uomo, ma chi doveva essere.

Ma il misero cane, l’amico più caro in vita, che per primo saluta e e che difende ultimo, il cui bel cuore appartiene al suo padrone, che lotta, respira, vive e fatica per lui solo, cade senza onori; e solo col silenzio è premiato il suo valore; e l’anima che fu sua su questa terra gli vien negata in cielo; mentre l’uomo, insetto vano! , spera il perdono, e per sé solo pretende un paradiso intero.

O uomo! Flebile inquilino della terra per un’ora, abietto in servitù, corrotto dal potere, ti fugge con disgusto chi ti conosce bene, o vile massa di polvere animata! L’amore in te è lussuria, l’amicizia truffa, la parola inganno, il sorriso menzogna! Vile per natura, nobile sol di nome, ogni animale ti mette alla vergogna. O tu, che per caso guardi quest’umile sepolcro, passa e va’: non è in onore di creatura degna del tuo pianto. Esso fu innalzato per segnare il luogo ove tutto quel che di un amico resta riposa in pace; un sol ne conobbi: e qui si giace.

(Newstead Abbey, 30 novembre 1808)

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