Il mondo la’ fuori
Il mondo fuori e’ troppo veloce, troppo rumoroso, il motore dei bus, i frammenti di conversazioni di sconosciuti che si incrociano nell'aria. Sento il caos salirmi al petto e stringere. Poi, il gesto automatico. Ho infilato le cuffie, premuto lo schermo del telefono e isolato il resto del mondo. Alla prima nota, il rumore della città si è spento, sostituito da un muro di suono che mi ha protetto come un'armatura. La folla intorno a me ha iniziato a muoversi a rallentatore, come se fosse lo sfondo di un film di cui io, finalmente, decidevo la colonna sonora. Dentro quel guscio fatto di melodie e ritmo, i miei pensieri hanno smesso di rincorrersi. Ero al sicuro. Non importava dove stessi andando, o quanto fosse difficile la giornata: finché la musica continuava a suonare, niente e nessuno poteva toccarmi.