Il profumo della schiena dritta:
Ci hanno insegnato che l’onestà è un elenco di cose da non fare. Non rubare, non mentire, non imbrogliare. Ce l’hanno raccontata come una sottrazione, come il recinto grigio del "dovere". Che noia. E che errore. La verità è che oggi, in questo mondo che urla, che si trucca, che sgomita per un briciolo di attenzione, l’onestà non è una virtù da catechismo. L’onestà è una forma di poesia feroce. È un atto di ribellione purissimo. Le persone oneste non sono quelle che non cadono mai, ma quelle che non camminano sui corpi degli altri per rialzarsi. Guardati intorno. Viviamo nell’era dei filtri. Sfondi finti, sorrisi di plastica, vite calibrate per raccogliere l'approvazione di sconosciuti. In questa fiera del riflesso, la persona onesta è un’anomalia magnetica. È quella che ha il coraggio di dire “non lo so”, senza inventarsi una risposta. È quella che ti guarda negli occhi e ti dice una verità scomoda, ma lo fa con le mani aperte, senza la violenza di chi vuole ferirti. C'è una bellezza d'altri tempi in chi non sposta i confini della propria coscienza a seconda della convenienza. Persone che mantengono la parola data anche quando nessuno ha firmato un foglio, anche quando l'alternativa sarebbe più facile, più comoda, più ricca. Il vero capolavoro delle persone oneste, però, va in scena quando si spengono le luci. Quando il pubblico se ne va e non ci sono telecamere a riprendere. L’onestà è fare la cosa giusta nel silenzio di una stanza vuota. È raccogliere un foglio da terra, onorare un patto dimenticato da tutti, fare bene un lavoro anche se nessuno dirà grazie. Non lo fanno per un applauso, lo fanno per una questione di ecologia interna. Per l'esigenza intima di non dover deviare lo sguardo quando incrociano lo specchio la mattina dopo. Non è ingenuità, come pensa qualche cinico. È un superpotere pagato a caro prezzo. Costa fatica, costa rinunce, a volte costa solitudine. Ma restituisce una moneta che non si svaluta mai: la libertà. Le persone oneste sono come l’aria: non le vedi, non fanno rumore, ma se mancano respirare diventa impossibile. Sono la colla invisibile che tiene insieme i pezzi di questa società distratta. Se crediamo ancora nell'amore, nell'amicizia, nel futuro, è solo perché lungo la strada abbiamo incontrato lo sguardo limpido di qualcuno di cui abbiamo potuto fidarci ciecamente. Non annoiamoci con la retorica del "buonismo". L'onestà è rock. È l'eleganza di chi cammina a schiena dritta in mezzo a una folla di inchini.