Istruzioni per l'uso di un anno in più
Mancano pochi giorni al fatidico cambio di cifra e, come ogni anno, si ripresenta quel misto di saggezza d'altri tempi e totale smarrimento esistenziale. Crescere è una faccenda bizzarra. Ti vendono l'età adulta come il regno della stabilità e delle decisioni ponderate, e poi ti ritrovi a fluttuare tra: La poesia dei dettagli: Capire finalmente la bellezza di un tramonto silenzioso, la pace di un libro letto senza fretta, la cura nel coltivare pochi rapporti ma capaci di farti respirare. L'ironia della realtà: Renderti conto che la tua massima aspirazione serale è diventata un pigiama coordinato e che la tua schiena ha iniziato a emettere suoni di protesta non identificati se ti muovi troppo velocemente. Alla fine, diventare grandi è proprio questo: imparare a camminare in bilico su questo filo sottile. Da un lato la ricerca profonda di chi siamo, dall'altro la consapevolezza che, molto spesso, non abbiamo la minima idea di cosa stiamo facendo (e va benissimo così). Guardo la persona che ero dodici mesi fa. Sicuramente aveva qualche certezza in più, ma anche qualche cicatrice ancora aperta. Oggi ho meno risposte pronte in tasca, ma decisamente più spazio per ridere dei miei stessi passi falsi. A pochi giorni dal via, il mio unico augurio è questo: continuare a collezionare rughe d'espressione a forza di ridere, saper perdonare i miei crolli e mantenere sempre intatta quella sana e poetica curiosità di vedere cosa c’è dietro la prossima curva. Calice pronto, candeline quasi pronte. Che il prossimo capitolo abbia inizio. 🥂✨